Il piacere di camminare

Come Cesare lungo il Limes dell’impero con i centurioni come guide

Il confine germanico dell’Impero romano diventa strada turistica. Piazzeforti, palizzate e torri disegnano il percorso dalla Baviera alla Renania. È lungo 550 chilometri. Itinerari storici anche lungo la Via Regia e la Via Claudia Augusta

di Francesco Bianchi

Non tutte le strade portano a Roma. È il caso della Via Regia e della Via Claudia Augusta. Costruite, la prima, per collegare Kiev a Santiago de Compostela e, la seconda, per trasportare merci e soldati da Donauwörth, in Baviera, fino a Ostiglia sul Po, in Italia.
Seppure dagli Antichi Romani disegnati, questi percorsi servivano a collegare quelle città fondate a nord delle Alpi. Ora sono divenuti un itinerario turistico, insieme alla Strada tedesca del Limes, che si snoda lungo quel che un tempo era il confine di un impero che copriva quasi l’intera Europa. E proprio il Limes, 550 chilometri da Rheinbrohl a Ratisbona, è una delle mete più gettonate dai visitatori che si recano in Germania. Con novecento posti di guardia e centoventi piazzeforti, rappresenta uno dei più straordinari monumenti europei e, insieme al Vallo di Adriano, al confine tra Inghilterra e Scozia, fa parte dei siti archeologici dichiarati Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Un percorso che, dal Danubio, attraversa Renania, Assia, Baden-Württemberg e Baviera.

Castelli, terme, palizzate, torri, resti di acquedotti si alternano lungo la Strada del Limes, che simboleggia l’incontro tra l’impero romano e i popoli germanici. Per percorrere questo itinerario non è obbligatorio mettersi al volante, la pista ciclabile parallela promette un’esperienza indimenticabile. La cultura del Limes può essere inoltre scoperta sulle orme dei romani attraverso escursioni guidate, passeggiate a tema, tour in autobus e visite ai musei. Per non tralasciare l’aspetto culinario con un tipico pasto romano di più portate.


Settecento chilometri misura invece la Via Claudia Augusta, antica strada commerciale e culturale, l’arteria più importante che, seguendo il Danubio e il Lech, conduceva in Italia. Per molti secoli rimase l’unica strada imperiale che attraversava le Alpi. Aveva inizio nell’antica città di Hostiglia (oggi Ostiglia sul Po) e si collegava al Danubio attraversando il passo Resia ed è ancora oggi una straordinaria testimonianza di come gli ingegneri dei Cesari siano riusciti a dominare la natura. In maniera simile a quanto fecero per gli acquedotti, nel costruire le arterie dell’impero riuscirono a superare tutte le asperità del terreno, rilievi e fiumi. Ma lungo la Via Claudia Augusta è anche possibile conoscere una grande varietà in fatto di regioni, epoche, persone e culture. Centinaia di reperti di una storia ricca di colpi di scena, interi tratti di strada, ponti, pietre miliari: le tracce di questa arteria costruita oltre duemila anni fa sono davvero numerose e raccontano la vita di quell’epoca lontana. Scavi archeologici, esposizioni ed edifici lungo l’itinerario documentano le diverse epoche. Con tanto di “castra” romani ricostruiti dove figuranti in costume, centurioni e soldati, rappresentano scene di come si viveva in Germania ai tempi di Augusto. E Augusta, la capitale di quella provincia in terra barbara, ne porta ancora il nome.


La Via Regia è la strada della cultura, il collegamento più lungo e antico tra l’Europa orientale e occidentale. Si estende per 4.500 chilometri da Kiev a Santiago di Compostela, attraversando ben otto Paesi. Strategica tanto da rappresentare ancora nel Medioevo il principale percorso utilizzato da re e principi, dai commercianti per trasportare preziose mercanzie, dagli eserciti per spostarsi e dai pellegrini diretti a Santiago di Compostela, in Spagna. La Via Regia rivestiva un importante ruolo economico per lo scambio dei prodotti tra le diverse regioni. L’ovest forniva le stoffe delle Fiandre, l’est legno, pellicce, cera e miele, mentre dalla Turingia provenivano le piante utilizzate come pigmenti e dall’Alta Sassonia i prodotti dell’attività mineraria. Diversi eserciti marciarono su questa via, pertanto lungo la strada ebbero luogo anche grandi battaglie, come quelle di Breitenfeld, vicino a Lipsia, nel 1631 e nel 1642 durante la Guerra dei Trent’anni. La marcia mortale dal campo di concentramento Adlerwerke di Francoforte fino a Buchenwald, nel marzo 1945, avvenne lungo la Via Regia. Anche i pellegrini diretti ad Aquisgrana fecero uso di questa strada, testimonianza unica che custodisce molti tesori della storia europea, ma anche una via dello scambio culturale e della comunicazione tra i popoli.

 

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