Paese che vai

A cavallo, in carrozza e in bicicletta dalla Baviera alla Sassonia

Alla scoperta delle riserve della biosfera della Germania tra villaggi medievali, antichi fari, paludi, dighe e castelli sospesi sull’acqua

 

A piedi, a cavallo, in bicicletta, in barca. Per scoprire le riserve della biosfera della Germania non ci sono limiti. Sono quindici gioielli della natura, classificati dall’Unesco come Patrimonio dell’umanità, che permettono di immergersi paesaggi senza eguali al mondo. Dalla Baviera alla Sassonia, dalla Renania al Mare del Nord. Si può partire da un villaggio di montagna, da un vigneto, da un antico faro. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Ogni percorso, ogni riserva nasconde segreti e sorprese. A gestirle e tutelarle c’è il “Nationale Naturlandschaften”.

La riserva di Bliesgau incanta i visitatori con prati di orchidee e faggete, che si possono ammirare anche in carrozza. Al confine con la Francia, grazie al paesaggio collinare è stata ribattezzata la Toscana del Saarland. Un paradiso per specie a rischio estinzione. L’80% delle civette del Saarland vive in questa riserva, così come numerose specie di farfalle e piante. Due percorsi tracciati dai pellegrini che nel Medioevo andavano verso Santiago de Compostela offrono agli escursionisti i panorami migliori. Per i ciclisti ci sono la pista del Saarland e la rete Velo per spostarsi nella riserva. I cavallerizzi, invece, possono vivere il Bliesgau in sella a un destriero lungo i vecchi sentieri.

Lungo l’Elba non ci sono soltanto Amburgo e Dresda. Il fiume scorre disegnando ampie anse attraverso aree golenali, ampie spiagge e alture rivestite di boschi, bagnando cinque Lander. Sulle sponde si estendono il parco naturale Elbhöhen-Wendland della Bassa Sassonia e la valle dell’Elba meclemburghese. Una gita in piroscafo a vapore, un tour in canoa o su zattere   a energia solare è il modo migliore per ammirare il paesaggio dall’acqua. Per chi vuole restare con i piedi, anzi con le ruote, per terra ci sono 840 chilometri di piste ciclabili, che si snodano tra Bad Schandau e Cuxhaven. Sulle dune, lungo le sponde scoscese gru, oche, aquile e castori sono nel loro elemento.

Nel cuore della Germania ecco la riserva Röhn, magica regione al confine tra Baviera, Assia e Turingia. Qui escursionisti e cicloturisti possono scoprire nuovi percorsi mozzafiato che conducono verso frutteti, boschi, campi zeppi di pecore che pascolano pacificamente. Per i nostalgici della Guerra Fredda si può camminare nella Grünen Bandes (l’ex area di confine tra le due Germanie) e raggiungere il Point Alpha, che conserva vivo il ricordo dei tempi in cui qui correva la cortina di ferro. Per i più temerari ci sono le scalate ai monti Gangolfsberg e Milseburg, che conducono nel cuore della foresta primordiale, i lanci con il parapendio dal monte Wasserkuppe, il più alto dell’Assia, e i tour in kajak tra i flutti di corsi d’acqua impetuosi.

A Berchtesgadener, in Baviera, c’è l’unica riserva della biosfera tedesca delle Alpi. Con prati profumati, fitte foreste, torrenti dall’acqua cristallina, laghi e paludi. Qui a sentirsi a proprio agio non sono soltanto marmotte e aquile ma anche l’uomo che ha contribuito alla tutela di questo paesaggio idilliaco frequentato da milioni di turisti ogni anno. Di fronte ad Amburgo è un piccolo gruppo di tre isole ad essere stato inserito nel Programma Uomo e Biosfera dell’Unesco fin dal 1992. È la riserva Wattenmeer. L’isola verde di “Neuwerk”che conta appena quaranta abitanti; “Scharhörn”, famosa per le immense dune, e l’isola artificiale di “Nigehörn”. Tutte le strade di Neuwerk portano verso il faro che, forte di una storia lunga oltre 700 anni, è l’edificio più antico del circondario di Amburgo. Per arrivarci serve la carrozza perché qui alle automobili è vietato circolare. Spostandosi sui percorsi che collegano Neuwerk a Scharhörn sembra di attraversare un paesaggio sconfinato. Nel 1990 l’Unesco ha riconosciuto il parco nazionale del Wattenmeer sulla costa occidentale dello Schleswig-Holstein come riserva della biosfera. Qui la vita scorre al ritmo della marea. Due volte al giorno l’acqua copre vaste zone e due volte al giorno si ritira. Per vedere questo strano mondo a metà tra terra e mare sono stati disegnati itinerari ad hoc che corrono tra le paludi salmastre rifugio di migliaia di uccelli e i banchi di sabbia dove si ammassano le foche. Dietro alle dighe si dipana un paesaggio culturale dalla tradizione millenaria, che attraverso la storia dell’insediamento dell’uomo in questa ragione mostra le diverse possibilità di adattarsi alla natura. Dighe, colline artificiali, ampie zone bonificate e impianti idraulici testimoniano l’incessante lotta contro il mare. Così come gli insoliti monumenti: la nave-faro e la staccionata di ossa di balena, il castello sull’acqua di Dornumsiel.

 

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