Il piacere di camminare

Nella valle dell’Ebro alla scoperta del cuore contadino della Catalogna  

 

 

Dalle risaie del delta agli altipiani coperti di foreste. In viaggio da L’Ametlla de Mar a Riba-roja: cento chilometri di percorsi tra villaggi medioevali, fattorie e riserve protette dall’Unesco 

Terres de l’Ebre, cuore verde della Catalogna, conquista il turismo ecosostenibile e disegna nuovi itinerari per i viaggi-avventura. La regione attraversata dall’Ebro, il più lungo fiume della Spagna, è stata inserita dall’associazione internazionale Global Green Destinations tra le 100 migliori destinazioni turistiche sostenibili del mondo (Top 100 Sustainable Destinations). Il 35% della superficie di Terres de l’Ebre è tutelata da Natura 2000, il principale strumento dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità. E già da cinque anni questa regione aspra e selvaggia è classificata Riserva della Biosfera dall’Unesco.

Dal delta dell’Ebro agli altipiani che s’affacciano su vallate tutte da scoprire, alle montagne ricoperte da foreste: la varietà di habitat, modellata dal tempo e dalla natura, è ricca di sorprese per gli appassionati di escursionismo. Punto di partenza di numerosi itinerari è il Parco Naturale del Delta dell’Ebro, la più  grande area umida protetta della Catalogna, rifugio per 343 specie di uccelli, con le caratteristiche lagune e i 7.736 ettari di campi di riso che si tingono di mille colori all’alba e al tramonto. Ottocento diverse specie di piante hanno dovuto adattarsi a condizioni estreme, colonizzando dune, terreni salini e acquitrini dove vivono più di centomila uccelli che attirano birdwatchers da tutto il mondo.

Da Amposta, al limitare con l’immenso delta, si può risalire in battello il corso dell’Ebro per cento chilometri, fino ad Ascó, dove la pianura lascia il posto ad altipiani coperti di boschi. Per raggiungere Riba-roja dove l’Ebre piega verso occidente e, per un tratto, fa da confine tra la Catalogna e l’Aragona. Per poi ridiscendere il fiume in canoa oppure con un llaüt, la tradizionale imbarcazione a remi un tempo utilizzata per il trasporto delle merci. E, una volta sulla costa, partire alla scoperta delle spiagge. Si estendono per più di cento chilometri tra L’Ametlla de Mar e Alcanar. Ce ne sono per tutti i gusti: esotiche e sconosciute spiagge di dune nel delta dell’Ebro, arenili di sabbia dorata a L’Ampolla e Sant Carles de La Ràpita, distese di sabbia che lambiscono grotte marine ideali per lo snorkelling a El Perelló.

Per gli infaticabili trekker ecco il Camino de Ronda, un percorso escursionistico che va da L’Ametlla de Mar a L’Ampolla. Per i più avventurosi l’itinerario lungo la Platja de la Marquesa, che conduce al faro sulla Punta del Fangar, permetterà di sperimentare nuove sensazioni, quando, al tramonto, il riflesso del sole che scende sulle dune colora il delta che si confonde con il mare. Per immergersi nell’anima catalana si può dormire negli antichi castelli, nelle fattorie, nelle case dei pescatori,  per vivere la quotidianità delle genti delle “terre dell’Ebro”. E per festeggiare con loro le tante sagre dedicate ai frutti della Catalogna: olio, riso, vino.

Nel corso dei secoli, il fiume è diventato una grande via di comunicazione tra le zone costiere e l’interno della penisola iberica, e un punto di convergenza e scambio tra popoli e culture. Per questo l’eredità storica è davvero rigogliosa e Tortosa, con il suo patrimonio storico e artistico, è una delle molte testimonianze dei fasti del passato: antichi manieri, chiese romaniche e palazzi barocchi raccontano la ricchezza delle terre bagnate dall’Ebro.

 

 

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